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Domande frequenti sull’IVA

Hai domande riguardanti l’IVA? Qui sotto puoi trovare la sezione FAQ con una lista di domande frequenti. Non riesci a trovare le risposte alle tue domande? Visita il nostro forum per i venditori o contatta il supporto al venditore (é necessario avere accesso a seller central).

1. L'IVA in Europa

1.1 Cos'è l'IVA e come funziona?

L'IVA è un'imposta sui consumi. Viene applicata alle transazioni aziendali, alle importazioni e allo scambio di merci tra paesi dell'UE.

Per poter effettuare l'addebito devi innanzitutto aver svolto la registrazione e ottenuto un numero di partita IVA (consulta la sezione sottostante sui requisiti di registrazione ai fini IVA).

Una volta eseguita la registrazione ai fini IVA sei vincolato alle normative IVA applicabili nel paese di registrazione, ma generalmente significa che è necessario addebitare l'IVA (dove applicabile) sulle vendite e menzionare tale IVA su una fattura conforme alla normativa IVA (rivolgiti al tuo consulente fiscale per consigli specifici sui requisiti di fatturazione).

L'importo IVA dovuto all'autorità fiscale locale, ad es. addebitata ai tuoi clienti, può essere compensata dall'IVA sostenuta per i costi/acquisti aziendali (rivolgiti a un consulente fiscale relativamente ai costi IVA che possono essere recuperati).  Per esempio, se è stata addebita l'IVA italiana su un acquisto, inclusa quella sull'importazione, è possibile compensare tale importo pagato con l'IVA dovuta sulle tue vendite italiane attraverso una dichiarazione IVA italiana. 

L'importo IVA da pagare alle autorità fiscali è il valore netto dell'IVA a valle italiana (sulle vendite) a cui viene sottratto l'importo dell'IVA a monte italiana (sugli acquisti) che è recuperabile.

Ti ricordiamo che è necessario controllare le dichiarazioni IVA e i requisiti di fatturazione di ciascun paese di registrazione.  Sebbene questi requisiti siano simili, potrebbero esserci delle differenze rilevanti. Consulta la sezione sottostante riguardo la fatturazione dell'IVA.

Sebbene l'aliquota IVA minima standard prevista dalle normative dell'Unione europea sia pari al 15% (5% per le aliquote ridotte), le aliquote effettive variano a seconda del paese europeo e della tipologia di prodotto. Inoltre, alcuni paesi dell'UE hanno adottato regole distinte per determinati settori.

La fonte più affidabile sulle aliquote IVA applicate a prodotti specifici in un determinato paese europeo è l'autorità competente per l'IVA del paese in questione. Potrebbe essere necessario un consulente fiscale che ti aiuti a determinare l'aliquota IVA da applicare.

Se si immagazzinano, trasferiscono o vendono merci in diversi paesi dell'UE potrebbe essere necessario effettuare la registrazione ai fini IVA in più paesi.  In questo caso, potrebbe esserti richiesto di inviare dichiarazioni IVA in più paesi.

I requisiti per effettuare la registrazione ai fini IVA in più paesi sono complessi, pertanto ti consigliamo di rivolgerti a un consulente fiscale, in particolare se immagazzini merci in più di un paese europeo o effettui vendite a distanza (vedi di seguito).

In molti paesi dell'UE, i clienti si aspettano di ricevere una fattura conforme alla normativa IVA. Le leggi sull'IVA del paese in cui spedisci la merce e in cui risiede il cliente potrebbero prevedere l'emissione di una fattura comprensiva di IVA da parte del venditore e, in genere, le aspettative dei clienti superano i requisiti di legge. In Francia e in Italia, ad esempio, i clienti spesso si aspettano di ricevere una fattura per articoli di valore elevato.

Se vendi prodotti nell'UE, potrebbe essere necessario applicare l'IVA. In tal caso, potresti dover richiedere un numero di partita IVA, compilare la dichiarazione IVA e versare alle autorità fiscali l'IVA riscossa dal cliente.

In molti paesi dell'UE, è possibile registrarsi online sul sito web dell'autorità fiscale del paese in cui si desidera operare. Molti di questi siti web forniscono informazioni sull'IVA in inglese. In genere, il sito web mette a disposizione un modulo online per la registrazione o un modulo PDF da scaricare, compilare e restituire per posta. Se non è possibile effettuare la registrazione online, puoi trovare indicazioni utili su come richiedere un numero di partita IVA direttamente dalle autorità fiscali locali. Una volta inoltrata la richiesta per ottenere un numero di partita IVA, è possibile che ti vengano inviati altri moduli da firmare e restituire tramite posta ordinaria.

La registrazione ai fini IVA può portare a una serie di requisiti di conformità correlati, tra cui l'obbligo di compilare dichiarazioni ed emettere fatture comprensive di IVA conformi.

1.2 Concetti sull'IVA

La vendita a distanza consiste nella vendita e nel trasferimento fisico delle merci da un paese dell'UE a un individuo privato (B2C) residente in un altro paese dell'UE. Ai sensi della normativa sull'IVA in vigore nell'Unione Europea, tale vendita di merci sarebbe soggetta all'aliquota IVA del paese di origine della spedizione. Questo viola le norme base dell'IVA che affermano come questa debba essere riscossa nel paese del consumatore. Le normative IVA per la vendita a distanza transfrontaliera assicurano che l'IVA venga riscossa nel paese del consumatore purché le vendite B2C in un paese dell'UE (da un altro paese dell'UE) superino un certo valore.

Questo valore, anche chiamato soglia di vendita a distanza, è un valore in euro stabilito da ciascun paese dell'UE.  Se la vendita a distanza supera la soglia del paese, è necessario effettuare la registrazione ai fini IVA in quel paese e applicare l'IVA locale.  È possibile decidere di addebitare l'IVA nel paese di destinazione della spedizione fin dall'inizio della tua attività di vendita in base alla normativa per la vendita a distanza.  Esempio: se immagazzini merci in Italia e le vendi a consumatori B2C in Francia dovrai prendere in considerazione la soglia delle vendite a distanza in Francia, indipendentemente dal fatto che il luogo di attività sia fuori dell'Unione Europea. La sede dell'attività differente influenza solo i requisiti per la registrazione ai fini IVA in Italia; ad es. se immagazzini le merci in Italia sei soggetto agli stessi regolamenti sui requisiti di dichiarazione IVA validi per le aziende con sede in Italia.

Per determinare se è necessario effettuare la registrazione ai fini IVA attraverso i regolamenti di vendita a distanza, consigliamo di rivolgersi a un consulente fiscale.

La sede dell'attività include:

  • La sede principale dell'attività, ad es. l'indirizzo in cui si svolgono le attività aziendali quotidiane; oppure
  • Una sede fissa; ciò comprende un ufficio (diverso dalla sede principale dell'attività), l'ufficio di un agente o un magazzino in cui puoi immagazzinare e vendere le merci.

Ti consigliamo di rivolgerti a un consulente fiscale che conosca i regolamenti IVA italiani per aiutarti a capire se la sede della tua attività è in Italia.

Per quanto riguarda queste FAQ, consideriamo un consumatore B2C una persona non registrata o non soggetta a registrazione ai fini IVA. Questa definizione include individui privati, enti pubblici, organizzazioni benefiche o aziende che non sono registrate perché il loro volume d'affari è inferiore alla soglia per la registrazione ai fini IVA oppure quelle attività che sono completamente esenti dall'IVA (ad es. l'autorità sanitaria) o che non rientrano nell'ambito dell'IVA (ad es. un ente pubblico).

Per quanto riguarda queste FAQ, un cliente aziendale è una persona giuridica o fisica che acquista beni e servizi per le sue attività aziendali soggette a IVA. Alcune attività aziendali soggette a IVA includono:

  • Vendere merci e/o servizi acquistati in anticipo per i propri clienti
  • Utilizzare merci e/o servizi nel processo di produzione
  • Utilizzare merci e/o servizi per scopi commerciali all'interno dei propri uffici

Per quanto riguarda queste FAQ, diamo per scontato che un cliente B2B sia in grado di fornirti il proprio numero di partita IVA.

2. L'IVA in Italia

2.1. Come funziona l'IVA in Italia?

Se devi emettere una fattura IVA italiana, questa deve mostrare per legge un livello di informazioni minimo.  Queste informazioni sono le seguenti (potrebbero esserci delle eccezioni, pertanto esegui un controllo):

- nome e indirizzo del fornitore;

- nome e indirizzo del destinatario della fornitura;

- data di emissione della fattura;

- numero di fattura (numerazione sequenziale);

- numero di partita IVA del fornitore

- numero di partita IVA del cliente, se registrato ai fini IVA (si tratta di un requisito per la fornitura transfrontaliera di merci/servizi B2B, così come per le vendite nazionali in Italia dove il cliente ha bisogno di giustificare l'IVA italiana dovuta);

- quantità e prezzo unitario di merci/servizi forniti e aliquota IVA applicabile per ciascuno di essi

- descrizione commerciale di merci o servizi forniti;

- data (almeno il mese) della fornitura e la data della ricezione dei pagamenti (se nota);

- corrispettivo (importo senza IVA), diviso in aliquote standard e minime, nonché in forniture esenti ai fini dell'imposta;

- riduzione del prezzo (se concordato in anticipo); e

- importo dell'IVA con aliquota IVA applicabile o, in caso di esenzione, un riferimento che segnali l'esenzione del corrispettivo (ad es. nella fornitura di prodotti a livello intracomunitario o internazionale).

Se sei registrato ai fini IVA e vendi prodotti in Italia, ti sarà richiesto di addebitare l'IVA italiana ai tuoi clienti (consulta la sezione sottostante riguardante le aliquote IVA che potresti dover applicare). Questo fa riferimento all'IVA a valle.

Se vendi a un cliente B2B in Italia, ti verrà richiesto di emettere una fattura conforme alla normativa IVA (vedi la sezione sovrastante per maggiori dettagli sulle fatture IVA). In Italia, le forniture nazionali verso clienti B2C non richiedono l'obbligo legale di emissione di una fattura conforme alla normativa IVA, nonostante tutto è pratica comune fornirla quando viene richiesta. In caso di vendita a distanza a clienti B2C italiani (dall'inventario di un altro paese UE) è sempre obbligatoria una fattura IVA.

L'IVA raccolta dalle vendite viene dichiarata all'ufficio fiscale locale attraverso una dichiarazione IVA, che in genere viene versata su base mensile, trimestrale o annuale. L'importo IVA dovuto all'ufficio fiscale locale può essere compensato dall'IVA sostenuta per acquisti/costi (ad es. dove è stata addebitata l'IVA italiana, inclusa l'IVA sulle importazioni).  Questo fa riferimento all'IVA a monte. L'importo IVA da pagare all'ufficio fiscale locale è il valore netto dell'IVA a valle a cui viene sottratto l'importo dell'IVA a monte recuperabile.

Questa si tratta di un'introduzione generale e circoscritta, pertanto ti consigliamo di rivolgerti a un consulente fiscale per quanto riguarda la preparazione e l'invio delle dichiarazioni IVA.

Se effettui vendite a distanza da un inventario in Italia verso clienti B2C di altri paesi dell'UE (esempio: vendere dall'Italia verso altri paesi UE) e non hai ancora eseguito la registrazione ai fini IVA nel paese verso cui spedisci la merce, è necessario addebitare l'IVA italiana.  In questi casi devi addebitare e giustificare l'IVA utilizzando lo stesso metodo delle vendite nazionali (consulta la sezione sovrastante).  Ti ricordiamo che devi sempre emettere una fattura conforme alla normativa IVA italiana per le vendite a distanza provenienti dall'Italia e pertanto soggette all'IVA italiana.

Tuttavia, se superi la soglia di vendita a distanza in un altro paese dell'UE sarà necessario effettuare la registrazione ai fini IVA nel suddetto paese.  Ciò significa che non è più necessario addebitare l'IVA italiana su questi tipi di vendita verso quel paese, ma devi applicare l'IVA del paese verso cui spedisci.  Per esempio, se immagazzini prodotti in Germania e inizi a venderli a consumatori B2C in Italia sarà necessario applicare l'IVA tedesca.  Non appena ti accorgi che stai per superare la soglia di vendita a distanza in Italia dovrai inviare una domanda di registrazione ai fini IVA alle autorità fiscali italiane e ti verrà chiesto di applicare l'IVA italiana sulle vendite B2C verso l'Italia (ad es. emettere fatture IVA italiane e inviare dichiarazioni IVA italiane).

Con la vendita a distanza puoi anche scegliere di tassare le tue vendite nel paese verso cui spedisci (prima di superare la soglia di vendita a distanza).  Non appena sarà scelta questa opzione, l'IVA del paese di destinazione deve essere riscossa e devono essere applicati i requisiti di fatturazione di quel paese. 

Immagazzinare i prodotti nel paese UE del consumatore prima della vendita non viene considerato una vendita a distanza.  Per esempio, se vendi a consumatori italiani, fornendo loro dei prodotti già immagazzinati in Italia, effettuerai una vendita nazionale in Italia e dovrai pendere in considerazione la tua posizione di registrazione ai fini IVA in Italia.

Se vendi a consumatori B2B in un altro paese UE, non sei tenuto ad addebitare l'IVA se soddisfi determinate condizioni.  In Italia tali condizioni, come riportato sul sito web dell'autorità fiscale, sono le seguenti (potrebbero esserci delle eccezioni, pertanto esegui un controllo):

- una fornitura dall'Italia verso un cliente residente in un altro paese dell'UE è soggetta ad aliquota zero se:

- ottieni, conservi nei registri e mostri sulla tua fattura di vendita il numero di partita IVA dei tuoi clienti europei, incluso il prefisso a 2 lettere del paese, e

- i prodotti vengono inviati o trasportati fuori dall'Italia verso un altro paese UE, e

- ottieni e conservi una prova commerciale valida che attesti la rimozione della merce dall'Italia

Esistono altre condizioni che devono essere soddisfatte, ad esempio ulteriori requisiti di fatturazione specifici, pertanto raccomandiamo di rivolgersi a un consulente fiscale prima di effettuare vendite a clienti B2B in un altro paese dell'UE

È anche presente un requisito per inviare altri documenti di supporto come un Registro delle vendite comunitarie (registro periodico da inviare all'autorità fiscale, in cui è elencato il totale delle vendite transfrontaliere europee dall'Italia verso clienti con registrazione ai fini IVA in altri paesi dell'UE).

Una volta effettuata la registrazione ai fini IVA, se versi l'IVA italiana in relazione alle tue attività aziendali puoi ottenere un rimborso del relativo importo attraverso la dichiarazione IVA: ad es. l'IVA sostenuta sugli acquisti/costi può essere compensata con l'IVA dovuta sulle vendite. L'IVA sostenuta sui costi è chiamata IVA a monte. Se non possiedi una sede aziendale sul territorio e non hai bisogno della registrazione ai fini IVA in Italia, è possibile recuperare l'IVA a monte senza utilizzare il processo di dichiarazione IVA italiano. In questo caso ti consigliamo di rivolgerti a un consulente fiscale per maggiori dettagli sulle formalità necessarie.

Se vendi prodotti in Italia l'aliquota IVA applicabile può variare a seconda del tipo di beni venduti. Al momento, le aliquote IVA applicabili sono 22%, 10% o 4%. Nel caso in cui i prodotti vengano venduti in Italia verso clienti B2B residenti sul territorio nazionale, e la tua attività non ha sede in Italia, non ti è consentito applicare l'IVA italiana sulle fatture di vendita di questi clienti. In tal caso, il cliente dovrà versare personalmente l'IVA italiana dovuta attraverso le sue dichiarazioni IVA periodiche.

Se non sei sicuro dell'aliquota IVA da applicare sui tuoi prodotti, ti consigliamo di rivolgerti al tuo consulente fiscale.

2.2. Aziende stabilite fuori dall'Unione Europea

Se importi prodotti nell'UE in vista di una loro vendita successiva, di norma sarai tenuto a versare l'IVA sulle importazioni (ed eventuali dazi all'importazione) alle autorità fiscali del paese in cui i prodotti vengono importati. Ti ricordiamo che la registrazione IVA è obbligatoria se immagazzini i tuoi prodotti in un paese dell'UE. Poiché esistono diverse modalità di applicazione e versamento dell'IVA sulle importazioni, ti consigliamo di rivolgerti a un consulente fiscale che conosca i regolamenti IVA.

Suggerimento: quando vendi in più marketplace europei di Amazon, ricordati che potresti essere soggetto al pagamento dell'IVA in vari paesi dell'UE ed è pertanto possibile che tu debba richiedere un numero di partita IVA diverso in ciascun paese in cui vendi i tuoi prodotti. Per conoscere gli obblighi IVA a tuo carico nell'Unione Europea, ti consigliamo di rivolgerti al tuo consulente fiscale.

Se immagazzini merci in Italia, vendendole e trasferendole a clienti residenti sul territorio nazionale, sei tenuto a effettuare immediatamente la registrazione ai fini IVA in Italia (dal momento in cui le merci entrano in Italia). Ti ricordiamo che un'azienda oltreoceano (non UE) potrebbe dover nominare un rappresentante fiscale italiano. Allo stesso modo, se immagazzini le merci in altri paesi dell'Unione Europea dovrai registrarti ai fini IVA in quel paese.

Se immagazzini merci in Italia, vendendole e trasferendole a clienti non residenti sul territorio italiano, sei tenuto a effettuare immediatamente la registrazione ai fini IVA. Ti ricordiamo che un'azienda oltreoceano (non UE) potrebbe dover nominare un rappresentante fiscale italiano. Inoltre, se immagazzini merci in Italia, vendendole e trasferendole a individui privati residenti in altri paesi UE (spesso chiamata vendita a distanza) potresti dover effettuare la registrazione ai fini IVA in ciascun paese UE in cui spedisci le merci. Se desideri ottenere maggiori informazioni sulle soglie IVA applicabili per la vendita a distanza in paesi UE, consulta il sito web qui.

Se importi prodotti nell'UE in vista di una loro vendita successiva, di norma sarai tenuto a versare l'IVA sulle importazioni (ed eventuali dazi all'importazione) alle autorità fiscali del paese in cui i prodotti vengono importati.  Poiché esistono diverse modalità di applicazione e versamento dell'IVA sulle importazioni, ti consigliamo di rivolgerti a un consulente fiscale che conosca i regolamenti IVA in Italia.

2.3. Aziende con sede in un paese dell'Unione Europea

Quando vendi prodotti da un paese dell'UE in un altro paese dell'UE, devi sapere che l'aliquota fiscale può variare in base al paese. Se i tuoi prodotti sono immagazzinati in un paese dell'UE, devi registrarti ai fini IVA in quel paese nel caso in cui le tue vendite superino la soglia eventualmente prevista per l'obbligo di registrazione IVA. Inoltre, se trasferisci i tuoi prodotti da un paese dell'UE a un altro o se Logistica di Amazon trasferisce i tuoi prodotti da un centro logistico a un paese diverso da quello in cui tali prodotti erano immagazzinati, anche il trasferimento potrebbe essere considerato come una transazione soggetta a IVA. È tua responsabilità rispettare gli obblighi IVA applicabili, inclusi gli obblighi IVA dei paesi che ospitano i siti web dei marketplace di Amazon, dei paesi da cui consegni i tuoi prodotti, dei paesi verso cui consegni o spedisci i tuoi prodotti o eventuali altri paesi (ad es. il paese di importazione nel caso in cui si importino prodotti da fuori l'UE).

Per maggiori informazioni, consulta la precedente sezione sulla vendita a distanza.

Suggerimento: quando vendi in più marketplace europei di Amazon, ricordati che potresti essere soggetto al pagamento dell'IVA in vari paesi dell'UE ed è pertanto possibile che tu debba richiedere un numero di partita IVA diverso in ciascun paese in cui vendi i tuoi prodotti. Per conoscere gli obblighi IVA a tuo carico nell'Unione Europea, ti consigliamo di rivolgerti al tuo consulente fiscale.

Se immagazzini merci in Italia, vendendole solamente a clienti residenti sul territorio italiano, sei tenuto a effettuare la registrazione ai fini IVA quando le tue vendite superano la soglia di registrazione IVA italiana. Per maggiori informazioni sulle soglie IVA applicabili nel tuo caso, consulta l'autorità fiscale italiana attraverso il sito web riportato qui.

Inoltre, se vendi e trasferisci tali merci a clienti residenti in un altro paese UE (spesso chiamata vendita a distanza) potresti dover effettuare la registrazione ai fini IVA in ciascun paese UE in cui spedisci le merci.  Se desideri ottenere maggiori informazioni sulle soglie IVA applicabili per la vendita a distanza in paesi UE, consulta il sito web qui.

Se immagazzini merci in un altro paese dell'UE, vendendole e trasferendole a individui privati residenti in Italia, sei tenuto a effettuare la registrazione ai fini IVA in Italia nel momento in cui superi la soglia di vendita a distanza italiana.  Inoltre, nel caso tu immagazzinassi merci in un altro paese dell'UE, trasferendole in un magazzino situato in Italia (per conto tuo oppure attraverso Amazon), potrebbe essere necessario registrarsi ai fini IVA in Italia. 

Le informazioni contenute in questa pagina non costituiscono consulenza di natura fiscale, legale o di altro tipo e non devono pertanto essere utilizzate come tali.